
La terapia metronomica si differenzia dalla chemioterapia tradizionale perchè non colpisce direttamente la cellula tumorale, ma agisce nell’ambiente in cui la neoplasia si sviluppa allo scopo di ritardare la crescita e progressione del tumore stesso. L’azione della varietà di farmaci utilizzati per questo tipo di terapia è in senso antiangiogenico e immunomodulatore. Una delle caratteristiche dei tumori è quella di crearsi una propria rete vascolare per garantire supporto nutrizionale e ossigeno indispensabili per proliferazione e crescita cellulare. Questi vasi di nuova formazione sono però aberranti, disorganizzati, più deboli rispetto a quelli dell’organismo sano, pertanto saranno più suscettibili all’azione dei farmaci. Inoltre i tumori mettono in atto dei meccanismi per eludere il sistema immunitario, tra i quali quello di sovraesprimere delle cellule che lo vanno a inibire, quindi diminuendo il rischio che le cellule neoplastiche vengano riconosciute e uccise. I farmaci utilizzati agiranno riducendo la concentrazione di queste popolazioni cellulari.
La terapia metronomica viene somministrata in regime dose-denso, ovvero bassi dosaggi a intervalli ravvicinati, tutti i giorni o a giorni alterni, generalmente per via orale. La chemioterapia tradizionale sfrutta invece il concetto del regime dose-intenso, ovvero dosaggi alla massima dose tollerata a intervalli più distanziati, per permettere all’organismo di recuperare dal danno indotto dal farmaco. Proprio per questa differenza sostanziale gli effetti collaterali della terapia metronomica sono in genere trascurabili, o comunque molto minori rispetto a quelli che caratterizzano la chemioterapia citotossica.
Ma quali farmaci vengono utilizzati per la metronomica?
Molti farmaci utilizzati non sono chemioterapici, infatti si utilizzano antinfiammatori non steroidei (FANS), antitirosinchinasici (ad es: toceranib) sfruttando la loro azione anche su recettori vascolari, e farmaci antiangiogenici puri (come la talidomide).
Ma in quali occasioni si somministra la terapia metronomica? E per quali tumori?
Generalmente si fa per i tumori solidi, sarcomi o carcinomi, o dopo la chemioterapia citotossica o, in certe circostanze, in sostituzione di questa. Per i linfomi, leucemie aggressive e mastocitomi non è indicata. In caso di tumori inoperabili e/o metastatici, può in certe occasioni aumentare nel breve termine l’aspettativa di vita, oppure può essere utilizzata in sostituzione della chemioterapia tradizionale quando questa non viene tollerata.
